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Composizione negoziata: i documenti da preparare

L'accesso alla composizione negoziata passa da una piattaforma telematica e da un corredo documentale piuttosto esteso. La parte più sottovalutata non è reperire i documenti, ma ottenerli tutti aggiornati entro le finestre temporali che la norma impone.

  1. 1. Bilanci e situazione patrimoniale aggiornata

    Servono i bilanci degli ultimi tre esercizi, se non già depositati al registro delle imprese. Per i soggetti non tenuti al deposito valgono le dichiarazioni dei redditi e IVA degli ultimi tre periodi d'imposta, accompagnate da una situazione patrimoniale e finanziaria aggiornata a non oltre sessanta giorni prima della presentazione.

  2. 2. Relazione sull'attività e piano finanziario a sei mesi

    Una relazione chiara e sintetica sull'attività effettivamente svolta, con il piano finanziario per i sei mesi successivi e le iniziative industriali che l'imprenditore intende adottare. È il documento su cui l'esperto si formerà la prima opinione sulla percorribilità del risanamento.

  3. 3. Elenco dei creditori e situazione delle garanzie

    L'elenco deve distinguere i crediti scaduti da quelli a scadere e segnalare l'esistenza di diritti reali e personali di garanzia. Va predisposto anche l'elenco dei soggetti aventi diritti reali o personali su beni dell'impresa.

  4. 4. Certificazioni fiscali e contributive

    Occorrono il certificato unico dei debiti tributari, la situazione debitoria complessiva richiesta all'agente della riscossione e il certificato dei debiti contributivi e per premi assicurativi. Sono i documenti con i tempi di rilascio più lunghi: vanno richiesti per primi, non per ultimi.

  5. 5. Estratto della Centrale dei Rischi

    Serve l'estratto delle informazioni presenti nella Centrale dei Rischi della Banca d'Italia, non anteriore di tre mesi rispetto alla presentazione dell'istanza. Fotografa l'esposizione verso il sistema bancario ed è centrale per impostare la trattativa con gli istituti.

  6. 6. Test di risanabilità e lista di controllo

    Prima o contestualmente all'istanza va svolto il test pratico che stima la ragionevole perseguibilità del risanamento, confrontando l'entità del debito da ristrutturare con i flussi attesi. La lista di controllo particolareggiata guida invece la redazione del piano e va compilata con la stessa serietà del piano stesso.

Il vincolo vero è la data, non il documento

Quasi tutti i documenti richiesti hanno una finestra di validità: sessanta giorni per la situazione patrimoniale, tre mesi per la Centrale dei Rischi, termini propri per i certificati rilasciati dagli enti. Se l'istruttoria si allunga, i primi documenti ottenuti scadono prima che gli ultimi arrivino.

L'ordine di lavorazione conta più della completezza iniziale: si parte da ciò che dipende da terzi e ha tempi di rilascio incerti, si chiude con ciò che lo studio produce internamente e può aggiornare in un pomeriggio.

Vale la pena verificare i requisiti aggiornati sulla piattaforma telematica prima di avviare la raccolta, perché il corredo documentale e la modulistica sono stati oggetto di interventi correttivi successivi all'entrata in vigore del Codice.

Dai documenti al piano: evitare il doppio lavoro

Bilanci, esposizione bancaria e piano a sei mesi non servono solo a completare l'istanza: sono la base su cui si costruiscono il piano di risanamento, gli indici di sostenibilità e gli scenari da discutere con i creditori.

Quando questi dati vengono digitati una seconda volta in fogli separati per costruire il piano, compaiono le incongruenze che l'esperto nominato individua per primo. Importare una sola volta bilancio e Centrale Rischi e derivarne indici, DSCR prospettico e proiezioni riduce sia il tempo sia il rischio di contraddizioni tra i documenti consegnati.

Atlantis Studio importa bilanci da oltre venti gestionali, da XBRL e dalla Centrale Rischi della Banca d'Italia, e dallo stesso dataset genera indici, DSCR, stress test su scenari base, avverso e severo e la documentazione dei principali strumenti CCII.

Domande frequenti

La composizione negoziata è una procedura concorsuale?

No. È un percorso volontario e riservato di trattativa assistita da un esperto indipendente, che non comporta lo spossessamento dell'imprenditore, il quale resta alla guida dell'impresa.

Quanto deve essere recente l'estratto della Centrale dei Rischi?

Non anteriore a tre mesi rispetto alla presentazione dell'istanza. Conviene richiederlo in prossimità del deposito per non doverlo rinnovare a istruttoria avviata.

Il test di risanabilità è vincolante?

Non è un giudizio definitivo sull'esito: è uno strumento di orientamento preliminare sulla ragionevole perseguibilità del risanamento. Un risultato sfavorevole non preclude l'accesso, ma indirizza verso soluzioni diverse dalla pura continuità.